
Il dì domenica 11 ottobre appena trapassato mi sono assiepato a visionar un duello su rettangolo verde con palla, contendenti
acqua nera e
pro settimo. eùreca, ho profferito acquattandomi capron caproni imbestialisti - stile tabarrano schifoso - con la massima accortezza e virtù arraffazzonate di un babbalone caracollante.
La singolar tenzone ha avuto inizio a piè sospinto, con i ginnasticanti in alcuna guisa ammansiti, nè ciascheduno cincischiante e manco fischiante. Udii alcuni sermoni con tematiche filosofeggianti, perdincinbacco imbufalito: origliai alcuni chiedere se una delle due battaglianti è settima in classifica. Che loquela pensai, gargiazza imbaldanzita mica da ridere.
Il tempo corre, a circa pochi scevri giri di lancetta dall'inizio della battaglia un ginnasticante dell'acqua scura ha permesso alla sfera di varcare la linea di porta. Si dà adito ad un guazzabuglio inebetito: 'farabutto imbastarditooo, filibustiere irriverenteeee, mariuolo scelleratoooo, marrano e mascalzone da scavezzacolloooo' vociarono gli uni vituperanti e inaciditi. Altri in sollucchero sciamannato si sciorinavano in canti astrusi e danze sincretiche da smargiassi spacconeggianti. Che soperchierie sgargianti pronunciai, stile muflone inciddonito. Poi per incitar carta-segna tutti si vociava 'seegnaaa caartaaa, seegnaaa cippirimerlo imbestialito, seegnaaaa', colui insaccò a breve. Un boato galattico ha pervaso il palcoscenico, poffarre il cielo imbastardito. Mica picio picio bau bau, capperi gaglioffi.